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Tesoro, mi si sono rotte le acque! E adesso?

È una tranquilla serata di primavera, l'aria profuma di fiori e la luce del cielo fa fatica a lasciarsi andare dietro ai palazzi per fare posto alla notte.

La gravidanza è al termine, tutto è pronto per l'arrivo dell'ospite più atteso.

Resta solo da aspettare che qualcosa si muova.

E in effetti qualcosa si muove.

Un'onda di calore e bagnato fa capolino tra le ginocchia e non c'è alcun dubbio: si sono rotte le acque.

Se fossimo sul set di un film seguirebbe la scena in cui la coppia in questione, in preda al panico, inizierebbe una corsa contro il tempo per raggiungere l'ospedale più vicino mentre un travaglio prorompente farebbe urlare di continuo senza pause la protagonista.

Per fortuna è un film.

Cosa succede in realtà?

Iniziamo dai numeri.

La rottura prematura delle membrane, questa è la dicitura corretta per descrivere questo evento, si verifica in circa il 10% delle gravidanze a termine. Di questo 10%, la metà si metterà spontaneamente in travaglio entro circa 24 ore.

Ecco 24 ore, non minuti.

Per cui sebbene il cinema ci abbia insegnato il contrario, nella realtà e nella maggioranza dei casi si ha tutto il tempo di arrivare in ospedale senza farsi multare per eccessi di velocità o passaggi con il semaforo rosso.

Questo perché, se non precipitoso (ma questo lo approfondiremo in un altro articolo) il travaglio arriverà gradualmente, come è giusto che sia, con intensità crescente e diversa da donna a donna.

Cosa si può fare mentre si aspetta di arrivare nel luogo scelto per il parto?

Certamente assicurarsi che il bambino continui a muoversi come ha sempre fatto e che il colore del liquido amniotico sia trasparente.

E poi?

Affidarsi alle cure dei professionisti a cui ci si rivolge che valuteranno situazione per situazione, prendendo in considerazione tutti gli aspetti della gravidanza.

Ci sono condizioni per cui è invece necessario non tergiversare e recarsi nel luogo scelto per il parto in tempi ragionevoli?

Sì. Si tratta di quei casi in cui si è risultati positivi al tampone per la ricerca dello streptococco beta emolitico del gruppo B o qualora il colore del liquido amniotico sia diverso dal trasparente.

In caso di dubbio o incertezza è sempre utile telefonare ai propri professionisti di riferimento che sapranno dare le giuste indicazioni.

Per concludere, sfatiamo un mito.

Il parto asciutto non esiste.

Il liquido amniotico, nonostante la rottura delle membrane, si rinnova e, inoltre, anche se si può avere la sensazione di averlo perso tutto, in realtà spesso non è così. Dunque non c'è nulla da temere, ma solo da avere fiducia nel proprio corpo.


Per curiosità o approfondimenti contatta Pronto Ostetrica!






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