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Prodromi di travaglio

Di cosa stiamo parlando?

Usando il linguaggio disciplinare dovremmo dire fase latente del primo stadio.

Ovvero quel periodo di tempo che precede il travaglio incalzante che conosciamo tutti.

E dunque cosa rappresenta questo momento prodromico?

Un mondo.

Infatti, i prodromi, erroneamente chiamati anche falso travaglio, fanno innanzitutto parte anche loro del travaglio, ma si travestono di sfaccettature diverse da donna a donna e da gravidanza a gravidanza, tant'è che non è facile incasellarli in una definizione univoca.

Sono un dolore mestruale molto intenso, sono contrazioni che si susseguono in modo irregolare che provocano fastidio e un po' di dolore, sono una sensazione di nausea e malessere generale, sono svuotamento dell'intestino, sono mal di schiena e indolenzimento delle gambe, sono una pressione sul sacro.

E questa fase ha una durata estremamente variabile, difficile da prevedere anticipatamente.

Cosa si può fare?

Viverlo.

E usare questo tempo per imparare a stare con il dolore, per sperimentare alcune posizioni o strategie che lo fanno affrontare meglio.

Riposarsi e apprezzare le pause, ancora lunghe, che il corpo regala, anche dormicchiando un poco.

Bere e mangiare pasti piccoli, sorsi piccoli, di ciò che più si ama e di cui si ha voglia.

Ascoltare il proprio bambino e riconoscere i suoi movimenti e comunicare con lui, raccontandogli che sta per iniziare quel viaggio che porterà a conoscersi reciprocamente, di persona!

Assecondare gli stati d'animo e le emozioni che saranno un misto di eccitazione, di paura, di impazienza.

E ascoltare il proprio corpo e i segnali che invia.

Possono esserci perdite di muco denso, il dolore può cambiare localizzazione, si possono avere manifestazioni gastrointestinali, oppure niente di tutto questo, mentre nel frattempo il collo dell'utero lavora per mettere in atto tutte le trasformazioni necessarie a dare avvio poi alla fase attiva del travaglio.

Dove è meglio e consigliabile vivere questo momento?

Nel luogo in cui ci si sente più al sicuro.

Può essere il proprio domicilio in cui vivere il momento supportate dal partner o dalla persona che si sceglie di avere accanto a sé, idealmente anche con la propria ostetrica al fianco.

Può essere il luogo scelto per il parto.

L'importante è viversela al meglio e nel pieno delle forze.

Che ci sono anche se a volte vanno cercate.


Per altre informazioni o chiarimenti chiama Pronto Ostetrica.




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